CHI SONO

Qualche informazione su di me… dove vivo, dove lavoro, dove ho studiato. La persona che sono, e come lo sono diventata, influenza costantemente il mio lavoro di traduttrice, un lavoro di sensibilità, rigore, creatività e conoscenza.

Sono nata e cresciuta a Milano, dove ho frequentato la mitica “Manzoni”, il civico liceo linguistico. Qui ho approfondito lo studio della lingua inglese e ho mosso i miei primi passi nell’ostico universo della lingua tedesca ed è stato amore-odio a prima vista.
Alla fine l’amore ha prevalso, tant’è che, dopo il diploma, ho proseguito con accanita passione lo studio di questa lingua per me bellissima anche all’università (alla statale di Milano), strappando con i denti una laurea in germanistica che mi è costata frustrazioni e patemi, ma è stata in tutti i sensi “esperienza di vita”.

Da allora sono passati tanti anni, ma, com’è quasi sempre inevitabile, non rimpiango neppure un minuto di quello “studio matto e disperatissimo”, di quegli anni in cui ho conosciuto tante persone interessanti e poliedriche.

Dedicarmi alla traduzione è stato il naturale proseguimento dell’esperienza scolastica.

Fin da bambina ho sempre amato molto la lettura, al liceo ho avuto la fortuna di incontrare due ottimi professori di italiano e filosofia e all’università ho conquistato (nel vero senso della parola) una solida conoscenza linguistica del tedesco. All’epoca non c’erano scuole né corsi specialistici in traduzione, chi voleva studiare le lingue aveva principalmente due strade a disposizione: l’università e la scuola interpreti, l’una squisitamente umanistica, l’altra più attenta agli aspetti tecnici delle lingue.

Prima ancora di laurearmi, ho cominciato a scrivere a tantissime case editrici milanesi, proponendomi come traduttrice dall’inglese e dal tedesco, e ho avuto la fortuna di trovarne una che mi ha dato fiducia.

Da allora – era il lontano 1988 – non ho praticamente mai smesso di lavorare tra i libri e con i libri, accumulando un’esperienza professionale “sul campo”. Per un certo periodo ho anche lavorato all’interno di una grande casa editrice, assistendo in prima persona a tutte le fasi di creazione di un libro e contribuendo ad alcune di esse (oltre alle traduzioni ho fatto anche revisioni e schede di lettura di testi stranieri).

Nel frattempo la vita e la famiglia mi hanno portato a Pistoia, in Toscana, dove apprezzo soprattutto la quiete e la dimensione più a misura d’uomo dell’esistenza e dove continuo a dedicarmi a quella che considero una splendida professione.

Il meccanismo con cui le lingue si parlano e si specchiano l’una nell’altra lo trovo uno dei prodotti più geniali della nostra mente e del nostro cuore. Ogni volta che traduco mi trovo a imparare qualcosa di nuovo.

Elena Loewenthal

COME LAVORO

Ogni traduzione è un’opera creativa, una sfida.

Per me tradurre è restituire ai lettori italiani l’anima e il cuore che lo scrittore ha voluto infondere nell’opera. Ritengo che ogni testo rechi in sé un modello, una griglia su cui il traduttore deve basare il proprio lavoro. È da qui che parto per trasferire fedelmente nella nostra lingua il testo originale.

L’aspetto per me fondamentale e imprescindibile del tradurre è l’empatia: ogni volta cerco di immedesimarmi nel testo, di coglierne il ritmo, le vibrazioni, la sonorità e di ricreare questa “musica” anche nella traduzione.

Un testo ben scritto ha potenzialmente già in sé la struttura su cui costruire la traduzione, in pratica si traduce quasi da solo: basta saperlo ascoltare.

Di qualunque argomento si tratti, lo affronto con grande serietà, perché ritengo che ogni libro meriti un’adeguata attenzione da parte di chi lo traduce, per offrire a chi lo leggerà un testo reso nel modo migliore e più accurato possibile.

Nella mia carriera ho tradotto in prevalenza romanzi, libri per bambini, guide di vario tipo e alcuni volumi illustrati di argomento vario.

Ho iniziato quasi esclusivamente da autori di lingua inglese ma, soprattutto negli ultimi anni, traduco moltissimo dal tedesco.

I miei strumenti di lavoro.

Da diversi anni ho installato sul computer un programma di riconoscimento vocale che mi permette di lavorare con maggiore precisione e velocità, senza essere “distratta” dalla battitura del testo.

Come strumenti di consultazione affianco i tradizionali vocabolari e dizionari enciclopedici su carta alle più rapide e vaste (ma a volte meno affidabili) risorse presenti in rete e, quando occorre, mi confronto direttamente con esperti dei singoli settori.

Il traduttore ha questa fortuna, si immerge in più mondi, ascolta più voci, vive più vite, si dedica a studi diversi, che poi diventano patrimonio della sua vita, della sua personale cultura.

Renata Colorni

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